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| Titolo: |
 News Storiche di Pangea Anno 2000 parte 1^ |
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21/01/2000 |
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Il dinosauro più grande |
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U n gruppo di paleontologi al lavoro in una remota provincia dell''Argentina meridionale ha annunciato oggi di aver |
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ritrovato alcuni resti di quello che potrebbe essere il dinosauro più grande mai conosciuto. Lungo tra i 47 e i 50 |
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metri, il monumentale bestione batte di quasi dieci metri l''Argentinosaurus, ritenuto fino ad oggi il più imponente |
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esemplare dello zoo di giganti che popolavano la Patagonia durante il Cretaceo, circa 100 milioni di fa. Per |
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dimensioni, il dinosauro appena scoperto entrerebbe a fatica nel Colosseo e peserebbe oltre 10 tonnellate. I |
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ricercatori ne hanno ritrovato un femore e due frammenti di una vertebra cervicale, alta quasi un metro e mezzo, da |
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cui hanno potuto ricostruire la grandezza totale dell''animale. |
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Il dinosauro non ha ancora un nome e deve ancora essere classificato, ma la taglia colossale indica che si |
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trattava di un erbivoro, probabilmente dotato di una testa piccola e di una lunghissima coda. Nella stessa area, |
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che il clima caldo e umido del Cretaceo aveva dotato di una vegetazione lussureggiante, vivevano molti altri enormi |
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mangiatori di piante, di cui i paleontologi hanno scoperto le tracce in anni relativamente recenti. Insieme ai resti |
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dei loro predatori, anch''essi di dimensioni eccezionali rispetto ai carnivori dell''America del Nord. Il più grosso e |
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feroce di loro, il Giganotosauro, è stato trovato sempre in Patagonia nel 1993, ma la scorsa primavera la |
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medesima regione ha restituito resti fossili di un carnivoro ancora più grande. Entrambi i predatori avrebbero avuto |
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un aspetto simile a quello del Tirannosaurus Rex, ma sarebbero stati meno intelligenti. Molto, molto più grandi |
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però: e secondo gli scienziati questo spiegherebbe come mai, malgrado la disponibilità di prede appetibili come il |
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dinosauro ritrovato in questi giorni, il T-Rex non si è mai spinto verso il Sud. |
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24/10/2000 |
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Patagonia, il cimitero |
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R OMA - I più grandi abitanti del pianeta ora sono lì, a Neuquen, in Patagonia, ai piedi di un antico vulcano. In |
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quello che è uno dei cimiteri di dinosauri più esteso del mondo con i suoi venti chilometri di diametro. E che, |
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assicurano oggi i paleontologi sudamericani di fronte alle nuove, continue scoperte, potrebbe diventare il primo, |
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strappando il record a quelli statunitensi e canadesi. I gigantosauri e gli argentinosauri apparvero quasi per caso |
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tre anni fa in una spedizione nel bel mezzo della steppa della Patagonia. Si capì subito che erano i giganti fra i |
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giganti, esseri più grandi di ogni altro apparso sulla Terra. Bestioni di 80 milioni di anni. Il terrore della preistoria. |
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Tutto cominciò con una gamba. Immensa, faceva sembrare una formica il paleontologo che era impegnato a |
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ripulirla. I corpi dei bestioni, dicono gli esperti, sono stati raccolti da un fiume che scorreva qui nel Cretaceo e |
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depositati in fondo a una valle. Ossa, denti e uova spuntano ovunque. Il primo argentinosauro della storia era stato |
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scoperto nel ''93, proprio vicino al luogo dove poi fu trovato il cimitero, da un meccanico con la passione dei |
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dinosauri: raggiungeva i 40 metri di lunghezza, si muoveva lentamente, impacciato dalla sua mole di 80, 100 |
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tonnellate. Per mangiare sradicava alberi e cespugli. Il lungo collo gli permetteva di raggiungere anche i punti più |
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lontani e il peso della testa era bilanciato da una coda che al suo passaggio spazzava ogni cosa. Più piccolo, ma |
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più veloce di lui il gigantosauro, un carnivoro che era il vero terrore della preistoria. La sua scomparsa, 80 milioni |
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di anni fa, non portò la serenità sul pianeta, perché lasciò il testimone all''ancor più famelico tirannosauro. Alto 4 |
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metri, il gigantosauro era pesante fino a 8 tonnellate, ma aveva un cervello grande come una banana. |
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La scoperta di Neuquen stravolge le vecchie teorie sui dinosauri carnivori, considerati solitari e aggressivi perfino |
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nei confronti dei propri simili. Il fatto che tanti esemplari siano stati trovati insieme dimostra che anche fra i |
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gigantosauri vigevano le regole di una società. |
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Sulle orme dei grandi rettili era partito Bruce Chatwin nel suo viaggio descritto in "Patagonia". Finora i resti |
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principali erano stati trovati negli Stati Uniti, in Canada, nella costa occidentale dell''Africa e in Belgio, dove una |
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gigantesca alluvione causò la morte di un intero branco. Le ossa di Neuquen sono molto più numerose, si |
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contano a migliaia. All''interno delle uova, che entrano nel palmo di una mano, è addirittura possibile identificare il |
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profilo dell''embrione. Fra le rocce sono rimasti incastrati numerosi denti del gigantosauro, rimasti aguzzi dopo 80 |
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Nonostante la Patagonia si stia rivelando il più ricco giacimento di resti del Cretaceo, i paleontologi argentini |
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faticano a trovare un''adeguata sistemazione a tutti i ritrovamenti, che rimangono per anni accatastati negli |
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scantinati dei musei. Dal nord del continente sono allora corsi in aiuto gli statunitensi, con i loro scienziati e i loro |
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fondi. La campagna di scavo ha ricevuto finanziamenti dai musei di New York, Atlanta, Los Angeles e di Alberta, in |
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Canada. Accanto all''opera di scavo prosegue lentamente anche la ricomposizione degli oltre 200 pezzi principali di |
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cui si compone uno scheletro. Le ossa del primo gigantosauro di Neuquen, vertebre e cranio compresi, sono |
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state ricongiunte ed esposte nel museo locale di Plaza Huincul, a 15 chilometri dal luogo del ritrovamento. |
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R OMA (e.d.) - Don Giuseppe Leonardi, 61 anni, ricercatore e sacerdote in una diocesi di Pozzuoli, è uno dei |
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maggiori esperti italiani di dinosauri. Autore di "I dinosauri in Italia" e di una mappa delle orme dei rettili giganti |
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trovate in America Latina, ha compiuto più di venti missioni in Sudamerica alla ricerca di indizi che permettano di |
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risolvere il principale rompicapo della paleotologia: da dove vengono e perché questi rettili si sono estinti? |
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Dove sono i più antichi cimiteri di dinosauri? |
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"Ormai è certo. Queste bestioni arrivano dall''America del Sud. Si discute se la prima carcassa sia stata trovata in |
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Brasile o in Argentina, ma sono località vicine. Il sito di Neuquen per noi studiosi è una pietra miliare. Cimiteri |
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molto ricchi si trovano anche in Brasile, nella regione del Mato Grosso, sulla costa occidentale degli Stati Uniti e |
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nella regione di Alberta, in Canada. Nel Montana abbiamo l''unica documentazione del periodo in cui i dinosauri si |
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sono estinti, fra il Cretaceo e il Terziario. In Italia ci sono invece Ciro, il dinosauro ritrovato a Benevento nel 1992, e |
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un suo simile venuto alla superficie a Duino, nei pressi di Trieste". |
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Come mai a Neuquen le ossa si sono concentrate in uno stesso punto? |
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"Non si può dire che gli animali scegliessero il punto dove andare a morire. Piuttosto, dopo la morte, le loro ossa |
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venivano portate a valle da un fiume. Quando le spoglie trovavano uno sbarramento si raccoglievano e venivano in |
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breve tempo seppellite dalla sabbia. Nel Cretaceo, il periodo cui risale il ritrovamento, le Ande ancora non |
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esistevano e la regione della Patagonia era attraversata da molti corsi d''acqua. Le ossa, ricoperte dai detriti del |
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fiume, sono così potute sfuggire agli organismi necrofagi, sedimentare in breve tempo e arrivare fino a noi |
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A Neuquen sono state trovate le prede accanto ai predatori. I dinosauri occupavano tutte le caselle |
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"Si dividevano in erbivori e carnivori. I primi erano molto più grandi e numerosi dei secondi, che però erano più |
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veloci. Attraverso le orme, più ancora che con le ossa, è possibile tracciare le rotte delle migrazioni e capire il loro |
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02/11/2000 |
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Scoperto il bipede |
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R OMA - Uno scheletro di 290 milioni di anni fa, ritrovato quasi intatto in Germania, rivela che in quei tempi remoti, |
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antecedenti persino alla comparsa dei dinosauri, esistevano già animali capaci di camminare e correre |
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reggendosi su due zampe. Gli scienziati, che ne annunciano la scoperta nel prossimo numero di "Science", hanno |
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battezzato l''esemplare Eudibamus cursoris, stabilendo che si tratta del più antico componente di un gruppo di |
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rettili primitivi, i "Parareptilia", e che gli spetta il titolo di primo tra tutti i vertebrati a quattro zampe ad adottare |
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Lungo appena 26 centimetri, l''Eudibamus si sosteneva sugli arti posteriori molto prima che dinosauri, uccelli ed |
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esseri umani "scoprissero" questa forma di deambulazione. E poiché non è imparentato né con i rettili successivi |
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né con i dinosauri, secondo i paleontologi rappresenta la prova che nel corso dell''evoluzione il bipedismo è |
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emerso più volte, e in modo indipendente. Usare due gambe invece di quattro, insomma, si è dimostrata più volte |
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una soluzione vantaggiosa dal punto di vista evolutivo. E noi umani non abbiamo inventato niente di nuovo, |
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neanche nella tecnica di locomozione, perché quella dell''Eudibamus era già piuttosto simile alla nostra. |
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Il minuscolo scheletro è stato scoperto in una cava tedesca, in Turingia, in ottimo stato di conservazione, grazie al |
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quale i paleontologi hanno potuto individuare molti dettagli del suo stile di deambulazione. Il proto rettile era in |
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grado di muoversi velocemente, probabilmente appoggiandosi sulle dita dei "piedi", che sono particolarmente |
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lunghi, e spostando le zampe posteriori in modo pendolare e parallelo all''asse del corpo, più o meno come |
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facciamo noi umani quando corriamo. Gli arti anteriori molto corti rappresentano, secondo i ricercatori, una prova |
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ulteriore di bipedismo, così come il modo in cui sono disposti l''anca, il ginocchio e la caviglia, che nello stato di |
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piena estensione formavano un''unica lunga linea. In questo modo, l''Eudibamus poteva flettere ed estendere le |
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zampe avanti e indietro, anziché di lato: anche in questo caso, una soluzione molto simile a quella adottata da noi |
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esseri umani. La lunga coda, infine, gli serviva a mantenere l''equilibrio durante la corsa, funzionando anche da |
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Resta il problema del perché il piccolo animale avesse tanto bisogno di velocità. L''analisi dei suoi denti, scrive su |
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"Science" il team internazionale di paleontologi che ha studiato il fossile, indica che si trattava di un erbivoro, e |
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quindi l''esigenza di correre si spiega con la sua natura di preda, e non di cacciatore. Ed infatti nello stesso luogo |
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del suo ritrovamento, sono stati scoperti i resti di quello che sembra un piccolo predatore. |
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Gli scienziati continuano a scavare nel sito, che si è rivelato molto ricco di fossili ben conservati, tutti risalenti alle |
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ultime fasi del Paleozoico, trai 300 e i 260 milioni di anni fa. "E'' un luogo unico" ha detto uno degli autori dello |
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studio di "Science", "anche perché ci permette di mostrare che succedevano un sacco di cose importanti ben |
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prima della comparsa dei dinosauri". |
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| Inserito il: |
07/10/2007 |
| Autore (per ricerca): |
Tarantasio |
| Autore email/website: |
info@pangeaworld.it |
| Inserito da: |
admin |
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